

La mostra racconta elementi in trasformazione: quelli degli ingredienti, dei gesti che li plasmano, ma anche quelli dell’arte, che osserva, scompone e ricompone il reale. Si propone come un invito a osservare come arte e cibo condividano un’anima comune: quella della trasformazione continua, del nutrimento reciproco e della possibilità che nasce ogni volta che si entra in relazione con la materia viva.
L’esposizione si svolge presso Parentesi, spazio espositivo di Roma Smistamento – TWM Factory, ex edificio industriale oggi centro culturale dedicato alla ricerca contemporanea, alle residenze artistiche e ai progetti partecipativi.
La mostra invita il pubblico a osservare come arte e cibo condividano una stessa tensione trasformativa: entrambe si modificano attraverso l’uso, il tempo e la relazione, generando nuovi immaginari a partire dalla materia viva e dall’esperienza condivisa.
GLI ARTISTI
Gli artisti Caretto–Spagna presentano ESCULENTA, un tavolo-dispositivo che rende visibile il ciclo continuo consumo, rigenerazione e ricrescita dei cavoli. Diviso in tre sezioni, preparazione, rivitalizzazione e ricrescita, l’allestimento permette di osservare la metamorfosi della materia vegetale nel tempo dell’esposizione.
Gaia e Greta Scaramella portano in mostra gli esiti dei laboratori sul latte svolti alla scuola Saxa Rubra. Gaia presenta Milk, un’opera sul latte come nutrimento primario, una meditazione sull’importanza della cura, richiamando anche le condizioni dei bambini sull’assenza del latte nei contesti di guerra; Greta propone una serie di favole sul latte, racconti simbolici dedicati ai bambini coinvolti.
Ombretta Gamberale espone Ricette memorabili, un ricettario collettivo e una serie di incisioni nate dallo scambio di memorie culinarie con la casa famiglia L’Approdo e la Biblioteca Galline Bianche.
Camille Orlandini, artista in residenza, presenta invece Faire Pain Commun e la video-installazione Impastare da una sponda all’altra del Tevere, che intrecciano pane, acqua e le storie dei luoghi in cui ha svolto la residenza
Nordine Sajot espone Ex-voto against war, installazione che restituisce il gesto del quotidiano del nutrirsi nella sua dimensione più vulnerabile e urgente.
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